

Ispirata dalla mia gemy, abbozzo anche io un tentativo di riassumere la mia vita attraverso una dozzina di album musicali. Quelli, citandola, che porterei con me se dovessi essere sepolta oggi.
La premessa è che ho 20 anni ma la mia vita musicale parte non prima dei 10 e cresce esponenzialmente.
0. Queen - Greatest Hits (1981)
L’inizio di tutto, nel soggiorno di una casa in campagna di inizio secolo con Bohemian Rhapsody in sottofondo. I miei cugini. E da quel momento un ascolto ininterrotto che racchiude così tanti momenti che è impossibile dar loro un ordine preciso.
1. Nirvana - Nevermind (1991)
Gli anni dell’insicurezza e di quel primo sentore di ‘diversità’. Quando ero inconsciamente combattuta tra il lasciarmi trascinare dalla massa e il distaccarmene, senza paura o vergogna.
2. Cranberries - No need to argue (1994)
Volti che sono solo un ricordo, chitarre e disegni, ping pong e gite in montagna, mirtilli e marmellate. Un tempo in cui quel paese non ci stava stretto ma, anzi, era la nostra piccola certezza; con i suoi vicoli segreti che conoscevamo a memoria. Ed io camminavo con gli occhi chiusi canticchiando Zoombie.
3. Coldplay - Parachutes (2000)
L’indipendenza, le bugie, la solitudine, l’ottimismo, nella mia prima vacanza in college. Guardando alle stelle e sperando che prima o poi qualcuno si sarebbe accorto che anche io potevo brillare.
4. Jeff Buckley - Grace (1994)
E’ stato l’anno del liceo, delle nuove abitudini, delle lacrime e dei sorrisi regalati da un rapporto a tratti morboso ma pieno di affetto. Qualcuno (non solo qualcuno) si era accorto di me, ed io ne avevo così bisogno..
5. Subsonica - Microchip Emozionale (2000)
Jude e giory. La gemy e la 'muri. Amicizia, internet, foghescion days.
Nonchè estati in Liguria in cui di giorno si dormiva e di notte si rimaneva svegli. Unforgettable.
6. Tori Amos - Under the pink (1994)
Credo che sia legato alla mia crescita più consapevole. Alla forza di lasciare andare ed ammettere che un capitolo è finito ed archiaviato. Under the pink è la fiducia di aprirmi a nuovi orizzonti. E’ speranza mista a malinconia, perché ormai è impossibile tornare indietro. E’ un blocchetto argentato e una stanza vuota riempita solo dalla musica.
7. Damien Rice - O (2004)
Edimburgo. Mancava sempre qualcosa ed io trovavo rifugio tra quelle note.
8. Carmen Consoli - Confusa e felice (1997)
E’ stata la mia forza quando ero stanca, rassegnata e debole. Continuavo a ripetermi che in fondo “la bellezza delle cose ama nascondersi” – ed io nonostante tutto ero riuscita a trovarla – e che “è forte quello che ho dentro distante dalla mediocrità”. E’ legata a chi mi ha fatto star bene e mi ha dato la forza, a chi ha bilanciato con la sua presenza tutto quello schifo e mi ha aiutato a reagire e risalire. E quegli anni, paradossalmente, si sono trasformati nei più belli della mia vita. E poi, dulcis in fundo, mi ricorda da morire la mia Mimmi.
9. Sigur Ròs - Agaetis Byrjun (1999), ( ) (2002), Takk (2005)
Loro sono una costante. Da anni riempiono la mia vita. Sono il mio universo onirico, il *mio* (nostro) viaggio, la mia salvezza, la via di fuga, il bambino con la bambola perché è lui quello che può farcela, il volo da una scogliera, la sindrome di Stendhal.
10. The
Una delle più grande svolte, l’università. L’album che mi riporta indietro (..when I wonder if it makes you want to cry, every time you see a light blue Volvo driving by..) e mi fa guardare avanti (..and i'm so high not even you and all your love could bring me down..) allo stesso tempo. Medicina dolceamara.