E’ stato da esaurimento ma ce l’abbiamo fatta.
Un lunedì buttato via, perché la docente oltre ad arrivare in ritardo di un’ora si dimentica pure di avere fissato un altro appello e deve fare prima quelli del corso di lettere. Torni a casa, dormi tutto il pomeriggio, apri gli occhi giusto per cenare e sentire tuo padre che sbraita su una traduzione, un paio di fatture e la stampante nuova. Fai il tuo dovere di brava figlia, ti metti a letto che, non si sa come, ma è già mezzanotte.
E poi di nuovo la sveglia alle 6.45 che suona, ma come al solito viene posticipata alle 7.15 perché non hai voglia di rileggere e ripetere. E' solo una buona intenzione fittizia.
Il treno. Io che picchietto sui vetri, tu che mi sorridi. La complicità di chi fin dal primo giorno aveva capito di somigliarsi così tanto. Io non ho le forze. Nemmeno io. Io rimuovo lentamente. Io pure. Vado al mare. Io a Londra.
Alle 9 siamo in aula. Alle 10 dovrebbe arrivare la docente. Alle 10.30 ci dicono che “è bloccata in autostrada”. Un’ora più tardi fa capolino – niente scuse. Del resto noi siamo solo dei numeri.
Iniziano i colloqui. Tre in tutta la mattina. La gente impazzisce, si crea la classica comunella da esami. Quando iniziano a spuntare 1.la pausa pranzo 2.la pausa lavaggio denti di venti minuti 3.la pausa sigaretta 4.la pausa caffè 5.la pausa bagno etc. il sospetto è di essere vittime inconsapevoli di una candid camera. Non si trovano le telecamere.
Sono le settima e sono già le 17.30. Finalmente è il mio turno. Me la gioco e lo faccio bene. Trenta. A casa. Scendo i gradini e a ogni passo rimuovo una parola; pieve, diocesi, contrasti, statuti, capitoli, presbiter, cappellanie e canonici. Saluti e abbracci. Mi mancherete.
Stazione, metropolitana, casa, aperitivo: due cosmopolitan, un mohito, un negroni e un manhattan, il nuovo libro di aldo grasso, se vuoi ti rapporto Dc alla filosofia, il mio radar blippa, il mondo è gay, quel ragazzo ci guarda malissimo.
Mentre attraversavamo il parco pensavo a come sto bene (quello era uno di 'quei' momenti): un mix di orgoglio, sollievo, serenità e leggerezza. Sono fiera di quello che sono riuscita a fare, di come sto imparando a gestirmi, dei risultati ottenuti e del fatto che amo quello che faccio.
“Un brindisi a te”. Un brindisi a me.
E ora direi che me la merito proprio la mia vacanzina.. -48 ore.
Anzi, meno ancora.
E domani una giornata completamente dedicata a ME. Sola.
E i miei alle 6 hanno un aereo per Praga. yuppidu.
Ore al computer a “perdere tempo” ed ascoltare musica. Ho rispolverato i miei due cds dei Dresden Dolls e sono di nuovo so fuckin’ in love. A quando un concerto?
Passo le mie giornate sui libri, o almeno ci provo. Ancora un esame e poi ne sono fuori. Odio quello che studio (grazie al cielo solo una piccola parentesi di un esame) e non ci sono più abituata. Non sono più abituata a studiare ‘controvoglia’. Perciò faccio mille pause: mi scappa la pipì, suona il telefono, mando un messaggio, ho sete, cambio canzone, accendo msn, controllo il blog, aggiorno last.fm, esco persino a comprare il pane. Le sera mi tocca restare a casa 1) per spirito di risparmio 2) per dimostrare ai miei che mi concentro e che – se dovesse andare male – almeno non mi si può accusare di aver rinunciato allo studio per il divertimento. Che poi è possibile che a 20 anni compiuti debba ancora giustificarmi? Il fatto è che non ho voglia di dare il benché minimo adito a discussioni. Non ora. Attendo che passino in fretta questi pochi giorni. Nel frattempo guardo fuori dalla finestra, penso tanto, provo a dormire nonostante le zanzare, lacco le unghie di rosso fosforescente. Aspetto Londra. Voglio qualcosa di sconvolgente. Staccare la spina. Rigenerare le forze in vista di un mese di Maggio pieno di piacevolissimi impegni.
[“il dramma è che alla situazioni ci si abitua”--
sì ma io ho perso la capacità di analizzarmi.
I can’t even know when it’s time to turn the page]

Recap delle ultime 24 ore. 8.30. Sveglia. Twinings. Bjork. Studio. Dubbi. Pulizie di primavera. Studio. Decisioni. Messaggio. Studio (si va beh, per modo di dire). Messaggio. Sorriso. Dresden Dolls. Distrazione. Studio. Pranzo. Uomini e Donne. Trash. Studio. Autobus. Caldo. Zanzare. ChinaTown. Vestito blu. Passante. Panzarotti. CocaCola. Caffè. Verdena. Sudore :D. Asfalto. Nirvana. Ore 3. Pizzetta. CocaCola. System of a down. Casa.
i've been driving around town
with my head spinning around
everywhere i look i see
your '96 jeep cherokee
you're a bully and a clown
you made me cry and put me down
after all that ive been through
you'd think i'd hate the sight of you
but with every jeep i see
my broken heart still skips a beat
i guess its just my stupid luck
that all of boston drives that same black fucking truck
it could be him or am i tripping
and i'm crashing into everything
and thinking about skipping town a while
until these cars go out of style
i try to see it in reverse
it makes the situation hundreds of times worse
when i wonder if it makes you want to cry
every time you see a light blue volvo driving by
so dont tell me that you're off to see the world
i know you wont get very far
dont call me if you get another girl baby
just call me if you get another car
the number of them is insane
every exit's an exboyfriend memory lane
every major street's a minor heart attack
i see a red jeep and i want to paint it black
it could be him or am i tripping
and i'm crashing into everything
i can't wait til you trade that fucker in
by then they will have stuck me in the looney bin
it could be him my heart is pounding
its just no use i'm surrounded
but someday i'll steal your car and switch the gears
and drive that cherokee straight off this trail of tears